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Il Coraggio di Don Abbondio

Il coraggio di Don Abbondio

 di Davide Paolini

Nella mia Romagna, Don Abbondio di Forlì incarna lo stereotipo ideale di osteria

 

Quante insegne con la scritta Osteria, ma esiste uno stereotipo o ognuno ha un’idea,  magari il ricordo di un locale di campagna con la tovaglia a quadretti e il camino acceso dove mangiare a un costo accessibile. Insomma in realtà una, nessuna, centomila osteria, non c’è un format definito, ma certezze o delusioni. Certo è che dobbiamo guardare al passato, alle nostre radici, ma consapevoli di cambiamenti: le nonne sono state sostituite da cuochi acculturati; il bianco e il  rosso ora sono in compagnia numerosa. Si può e si deve comunque pretendere un’accoglienza calda e generosa, pulizia, piatti di tradizione locale (anche personalizzati), ingredienti di qualità (anche “poveri”: pesce dimenticato, quinto quarto, formaggi del territorio, verdura locale), una carta dei vini minimale, ma grande offerta a calice.
 
Queste caratteristiche le ho trovate, perfino per il pranzo di Natale nella mia Romagna all’ Osteria Don Abbondio di Forlì, un locale che “a me mi piace”da tempo.  
Il gentile e preparato patron Simone Zoli ha offerto l’intrigante menu natalizio a 30 euro, mantenendo così la sua linea di prezzi inalterata, a differenza di tanti ristoranti che per l’occasione raddoppiano il conto.

Il pranzo partiva da un panettoncino salato con insalata di cappone e salsa verde: un’idea intelligente del cuoco di servire pezzetti di cappone (utilizzato per il brodo) con la salsa verde tipica per il bollito, inseriti nella pasta salata lievitata. A seguire lasagne verdi (come Dio comanda con sapido ragù di carne), cappelletti fatti in casa in brodo di cappone. Quindi faraona farcita con la verza e carciofi gratén al pane profumato alla menta e, dulcis in fundo, la meringa con crema allo yougurt, che ho sostituito (ogni piatto si poteva sostituire con altre pietanze) con la mia passione, la cassata romagnola alla Don Abbondio (squacquerone al posto della ricotta).

Il locale offre una carta variegata sempre incentrata su prodotti e piatti del territorio (passatelli, pappardelle con sugo di triglie e ceci, polpettine fritte di bovina romagnola, sgombro arrostito, zabaione ghiacciato, etc.); la cantina è molto fornita oltre i vini romagnoli  anche di grandi etichette italiane e francesi, di cui a calice, sono proposti abbinamenti con le pietanze. L’ultima sorpresa: una carta di cocktail per l’aperitivo. 
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OSTERIA DON ABBONDIO
Piazza G. da Montefeltro 16, Forlì
T. 0543.25460
M. info@osteriadonabbondio.it
W. www.osteriadonabbondio.it